Internet |
Me ne sono accorto ieri: quando era il momento sarò stato impegnato a fare qualcosa d'altro... Fatto sta che il mio primo collegamento ad Intenet da casa risale alla fine di ottobre del 1997, più o meno 10 anni fa. All'epoca non c'era nemmeno l'idea della tariffa flat ed anzi le connessioni erano funestate dalla TUT, la Tariffa Urbana a Tempo. E oltre a pagare per il tempo di connessione dovevi pure pagare l'accesso alla Rete: piu o meno 250.000 lire all'anno. Ora fa ridere pensare che il mio provider mi fornì un floppy con dentro Trumpet Winsock, Netscape 1.1 ed Eudora 1.0 e almeno 500 k di spazio.. Winsock che poi io non usai, avendo già il modernissimo(!) Windows 95... Erano comunque i tempi delle connessioni serali, ti attaccavi per scaricare la posta, sconnettevi, rispondevi con calma e poi ti ricollegavi la sera stessa o il giorno dopo per spedire i messaggi.. gli IM non si sapeva cosa fossero, almeno in Italia, e per trovarti in chat ti dovevi mettere d'accordo prima. Nostalgia direi di no, erano altri tempi e c'erano altre esigenze, non tornerei indietro. Internet è cambiata tantissimo in questi anni, diventando un fenomeno di massa. Purtroppo.
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Ogni tanto, quando non hanno altro di cui parlare, i giornali tirano fuori l' "emergenza delle truffe su internet". A me spiace di sapere di gente che s'è fatta truffare perchè ha risposto a una mail che gli chiedeva i suoi dati bancari ma, accidenti, se la mail è come quella che ho ricevuto stamattina beh.... te la cerchi. Eccola qui: oggetto Membro di Banca Fideuram, Per i motivi di sicurezza abbiamo sospeso il vostro conto di operazioni bancarie in linea a Fideuram. Dovete confermare che non siete una vittima del furto di identità e ristabilire il vostro conto. Dovete scattare il collegamento qui sotto e riempire la forma alla seguente pagina per realizzare il processo di verifica. clicca qui per confermare Li ringraziamo per la vostra attenzione rapida a questa materia. Capisca prego che questa è una misura di sicurezza progettata per contribuire a proteggere voi ed il vostro conto. Chiediamo scusa per eventuali inconvenienti. Non risponda prego a questo E-mail. La posta trasmessa a questo indirizzo non può essere risposta a. © Banca Fideuram -------- Se "scatti sul collegamento" direi che sei veramente poco furbo.
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Non capisco. Onestamente non capisco il successo planetario di MySpace. Il servizio ha un'interfaccia assolutamente incomprensibile, esteticamente inguardabile, lenta e scomoda da usare. Personalizzarla è praticamente il risutato di prove ed errori e in genere le pagine risultanti sono illeggibili. Perfino i temi standard forniti generano pagine graficamente orride, con colori di testo e sfondo troppo simili. Ah poi... gli standard w3c non si sa dove stiano di casa. Eppure ci sono milioni di persone che hanno un account. Proprio non capisco.
Ci sono centinaia di siti che offrono template già pronti, la maggior parte dei quali sono di un dilettantesco assolutamente disarmante..... ho aperto uno spazio per motivi puramente promozionali ma penso proprio che non durerà.
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Questa riflessione è nata in maniera abbastanza casuale rispondendo alla mail di un amico che mi dice di odiare i forum e che "la gente deve imparare a non usarli". Da quando ho iniziato io a usare la Rete (nell'ormai lontano 1997, l'era delle connessioni dial-up a 28.800kbps e dei primi timidi tentativi di browser grafici ovvero NCSA Mosaic e Netscape Navigator) le cose sono un pò cambiate. Allora c'era Usenet e c'era la posta: le informazioni giravano sui newsgroup o sulle mailing list, e gli utenti si trovavano le informazioni in mailbox. Poi sono arrivati i forum e le infromazioni si sono spezzettate in mille posti slegati tra loro. E poi i blog, che hanno contribuito ancora di più a questa dispersione di informazione. Quando poi qualcuno s'è reso conto che così si perdeva solo tempo, che per cercare una notizia dovevi passare per una ventina di siti, sono nati gli aggregatori. Gli aggregatori, come technorati, bloglines, google reader, permettono di raccogliere le notizie dalle varie fonti e averle comodamente tutte di seguito. Ormai ogni sito ha la sua iconcina arancione "Get RSS Feed". Un aggregatore "cattura" i feed rss dai siti e te li mostra tutti insieme in un unico posto; per certi versi è un ritorno a Usenet ed alle ML (e io sono decisamente felice di questa nuova tendenza) ovvero all'informazione che ti "arriva" invece che essere tu ad andartela a cercare. Forse questo è stato anche in parte causato dall'aumento esponenziale dello spam e della pubblicità online che sta diventando assolutamente insopportabile.
In ognicaso: a me va bene così.
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Ormai la blogosfera italiana non fa altro che parlare della cosiddetta "internet Tax" ovvero quella (sconsiderata, IMHO) proposta di legge approvata alla chetichella ad agosto e confermata e poi ritirata recentemente sulla riforma dell'editoria. Riforma che dovrebbe richiedere a chi "pubblica" qualcosa la registrazione e (presumibilmente) la tessera da giornalista..
Ovviamente tutti ci si sono buttati a pesce, a partire da quel qualunquista di Grillo che ha fatto finta di niente ad agosto, impegnato a parlare degli incidenti d'auto e del suo v-day.. e siccome ne ha parlato Grillo tutti i blogger ci si son buttati e via di polemiche.
Tanto s'è detto che il ministro Gentiloni, vista la situazione del governo Prodi e vista la disaffezione (ma diciamo pure lo schifo) dei cittadini verso la politica ha pensato bene di fare marcia indietro, ritirando il provvedimento e, aggiungerei, aggiungendo al danno la beffa. il ministro infatti nel suo blog (wow anche lui ha un blog, come Mastella e Di Pietro, gente che secondo me manco sa trovare l'interruttore del PC) scrive di "prendersi la responsabilità di non aver letto il testo della legge". Ma scherziamo? Se un lavoratore qualsiasi ammette una cosa del genere si becca prima un richiamo scritto e poi si trova la lettera di licenziamento sul tavolo!! Ma invece no, i ministri possono fare le peggio cose (compreso NON fare il proprio lavoro per cui sono pagati e strapagati), ammetterlo candidamente e restare lì.
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Beh, la RIAA (associazione americana dei discografici) ne ha fatta un'altra delle sue.
Ha imposto a pandora.com, un sito che permetteva di ascoltare un enorme database di canzoni selezionandole per genere o per similitudine un ban per i visitatori che si collegano dal di fuori degli USA.
Complimenti, davvero. Complimenti per la totale cecità e ignoranza su quanto gravia su Internet. Il sito permetteva di ascoltare un genere o un artista e farsi un'idea della sua musica, e magari scoprire (come è capitato a me) artisti che prima non si conoscevano. E di cui magari andavi a comprare il CD originale o ti scaricavi qualcosa da uno dei numerosi music store online.
Davvero complimenti.
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Sto riempiendo questo blog di plugin più o meno utili, sia per chi lo legge sia per me che lo compilo. C'è da dire che in scrittura uso Windows Live Writer e che quindi dal punto di vista scrittura dei post non uso molto di quanto mi mette a disposizione Wordpress (cosa talvolta scomoda, specie per le modifiche successive al posting). Tuttavia, per gli eventuali lettori che abbiano un blog con WordPress e che vogliano sapere come ho fatto ad avere questo e quello nel blog (cosa che mi chiedo spesso visitando i blog altrui) ecco la lista dei plugin che utilizzo.
Poi utilizzo una serie di plugin abbastanza particolari, i sidebar Widgets: aggiungono funzioni alla barra laterale in modo estremamente facile (l'interfaccia di gestione permette di riordinarli e attivarli o disattivarli semplicemente trascinandoli e cliccando).
Direi che è tutto, ora mi potete copiare!
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Ci risiamo. L'ADSL di Telecom Italia mi sta iniziando a dare parte dei problemi che mi costrinsero a cambiare gestore quando usavo Tele2. Da oggi pomeriggio tento di collegarmi a vari siti, come deviantart ed altri, e ricevo pagine incomplete, errori di timeout e altre antipatiche cosette. Speriamo che la cosa si risolva presto: pago più di 39 euro al mese ed è tutto il giorno che a momenti vado più veloce col 56k del portatile. Ormai è prassi dei gestori di telefonia promettere prestazioni stratosferiche, come i 10mbit di Fastweb, che in realà sono poco più di 4, con tutta una rete di NAT ed altre simpatiche cosette per bloccare il traffico in ingresso. Blocchi che bene o male tutti gli altri gestori stanno implementando nel tentativo di bloccare l'uso dei protocolli di eMule o di BitTorrent, nel vano tentativo di bloccare i download illegali, senza pensare che tutti i sistemi p2p sono nati per scopi legalissimi e "tranquilli" come la distribuzione di software senza bisogno di grandi quantità di banda. Che poi i pirati le usino perchè molto efficienti e alla portata di tutti è un discorso diverso e sicuramente non potrà essere risolto da filtri, facilmente aggirabili e che provocano un notevolissimo calo di prestazioni delle connessioni.
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