Allora sono stato a Roma, la capitale, la città eterna, insomma basta seguire una strada qualsiasi e si finisce a Roma, almeno secondo i proverbi, sempre secondo i proverbi Roma è la città che non si costruisce in un giorno, se per questo anche Milano e qualsiasi altra città, ma noi non vogliamo divagare…
Dicevo sono stato a Roma, pernottavo in una specie di bettola che veniva identificata come albergo a tre stelle, ma le uniche tre stelle erano quelle incise sulla targhetta d’ingresso. In effetti sapevo benissimo dove pernottavo, e l’ho fatto apposta, era in posizione tattica in via Gaeta a pochissimi metri dalla stazione Termini, e non auguro a nessuno di finire lì senza essere psicologicamente preparati.
Comunque Roma è splendida, e i Romani sono simpaticissimi.
Volli fare un esperimento, ho seguito una messa in San Pietro, a tenerla tre preti, un italiano, due tedeschi. La messa aveva le preghiere in latino, le letture e il sermone in italiano e i canti alcuni in latino e altri in italiano, è stata un’esperienza estraniante, era così assurdo che mi sono anche divertito.
Ho visto i musei vaticani e ho fatto un sacco di altre cose… Per la cronaca se volete entrare in Vaticano, basta mostrare ad una delle guardie svizzere agli ingressi delle ricette mediche. Fidatevi, l’ho visto con i miei occhi, ma passiamo ad altre cose.
Dialogo epico:
-E mo questo chi caz*o è?-
-Non lo so, ma noi lo salutamo lo stesso!-
i due in coro:
-Buongiorno!-
Il dialogo tanto edificante quanto idiota è di due guardie poste nel padiglione delle carrozze nei musei vaticani.
Se andate in giro per Roma e avete l’aria del turista, o più che altro del “non cittadino”, ebbene sappiate che chiunque incontratiate tenterà un primo approccio in inglese. Dovete informarlo voi che siete italiani e che quindi può parlare tranquillamente in italiano. E quando lo farete noterete profonda delusione sul suo volto…
Giuro!
Dialogo epico 2:
-Hello! Hot pizza? Hot sandwich?-
-Ma che “hot pizza”, col caldo che fa, voglio una bottiglia d’acqua!-
Questo edificante tanto idiota dialogo vede protagonista me e un rivenditore di cibaglia varia posto in uno dei tanti chioschi attorno al colosseo. Per la cronaca il collega del rivenditore non ci credeva che volessi solo l’acqua in mezzo a tutti quei turisti che volevano panini caldi e pizze calde…
C’erano un’immensità di chirichetti! Erano ovunque! Spuntavano come funghi! Non c’era bar, autobus, chiosco, monumento, chiesa, attività pubblica che non ospitasse un gruppo di chirichetti. Erano tantissimi.
Dialogo epico 3:
-Ma guarda te, se lo facessero nel loro paese li farebbero scendere subito.-
-Siamo proprio il paese di Pulcinella…-
Dialogo tra un autista di un autobus ATAC e un controllore subito dopo aver impedito ad un gruppo di chirichetti di smontare un finestrino perché non si apriva e sull’autobus faceva troppo caldo.
A Roma si mangia bene, non c’è che dire, la cucina romana è splendida, difficilmente si può mangiare come in una trattoria di Roma. C’è chi dice che le trattorie vicino a San Pietro siano tutte care, non è vero ne trovai una in cui si mangiava bene e non si pagava tanto, più che altro i prezzi erano in linea con quelli di Milano. Ma se il mangiare era buono il servizio è pessimo. Tuttavia in relazione alle trattorie devo portare all’attenzione il prossimo dialogo, perché se io sostengo una cosa, c’è sempre chi pensa il contrario
Dialogo epico 4:
-Se si vuole mangiare veramente bene c’è solo un luogo dove andare.-
-dove?-
-Da mr. Panino-
Questo edificante quanto idiota dialogo ha come protagonisti me e il cameriere di una trattoria vicino alla stazione di Termini, che si riferiva al rivenditore di panini posto nella stazione di fianco al Mc Donald.
Roma ha un sacco di cose notevoli, ti potrà benissimo capitare di entrare in una chiesa a caso e trovarci un capolavoro di Caravaggio. In effetti nella chiesa in questione c’erano solo 8 persone di numero, di cui, una coppia, marito e moglie, di cui lui non era per niente interessato a nulla, ma la moglie sì e si lamentava per il fatto che per poter accendere le luci per qualche tempo per poter vedere l’opera “la vocazione di San Matteo” si deve fare un offerta (ci sono delle macchinette poste in quasi tutte le chiese di Roma, metti una monetina, schiacci il pulsante e si accende una luce). In effetti è una pratica così comune che non capisco perché se l’opea è di Caravaggio, secondo la signora, era un’indecenza, se l’opera era di un altro artista, altrettanto bravo, ma totalmente sconosciuto, allora andava bene.
Comunque a chi se lo fosse chiesto, c’erano solo 8 persone perché le svariate migliaia di persone erano calamitate dal Pantheon, che era li vicino. “La vocazione di San Matteo” si trova nella chiesa di San Luigi dei Francesi, poco distante, di fronte ad un comando dei carabinieri.
Tra le altre cose incredibili che possono capitare a Roma c’è sicuramente quella di passare all’ora di pranzo di fronte al Pantheon dove troverete due locali, uno è un ristorante pizzeria, l’altro un mc donald. Fin qui è normale, dico a Milano, vicino al Duomo c’è il Biffi, uno dei ristorani più famosi della città, di fianco ad un mcdonald… La cosa mirabolante è che il ristorante vendeva pizze margherita a 12 euro.
Per la cronaca il ristorante era vuoto.
Dialogo epico 5:
-Come si chiama?-
-Antonio-
Questo dialogo vedeva come progonisti un bambino sulle spalle dell’anziano nonno all’interno del Pantheon, il bambino indicava una statua di figura femminile e chiedeva chi fosse, il nonno spazientito dalle domande del nipotino ha dato una risposta a caso.
I turisti a Roma sono maleducati, e sono al 95% stranieri, quindi se venite spintonati, colpiti, urtati, gettati di lato, spinti giù dal marciapiede, sappiate che il 95% delle volte è stato un turista straniero, dall’aspetto distinto che parla almeno due lingue e che spesso capisce benissimo l’Italiano, anche se non lo parla.
Roma è senza dubbio una città sporca se paragonata con città come Milano o Torino o Padova. In realtà non colpa degli spazzini e del personale addetto, che lavorano tutto il giorno e fanno anche straordinari, la colpa è di tutta quella massa di persone che se avesse un minimi di senso civico riuscirebbe a sporcare la metà. Non mi riferisco solo ai romani, che come tutti noi italiani pensano che sporcare sia un problema degli spazzini che puliscono, ma mi riferisco principlamente ai turisti che vanno a Roma e si comportano come non si comporterebbero mai a casa loro. Tedeschi e giapponesi in testa.
Tornando alla chiesa di San Luigi dei Francesi, ecco a voi l’ennesimo dialogo epico.
Dialogo Epico 6:
-Bella chiesa a chi è dedicata?-
-Qui c’è scritto San Luigi dei francesi.-
-Luigi quale?-
-Luigi… Luigi XIV-
-Già come ho fatto a non pensarci prima!-
Questo edificante quanto idota dialogo vede protagonisti due turisti italiani, uno ignorante e l’altro che si finge sapientone. Tuttavia la chiesa è dedicata a Luigi IX che morì durante l’ottava crociata e fu quindi fatto santo.
Se volete passare una giornata senza spendere molto ma vedere cose mirabolanti che nemmeno nei libri d’arte avete mai visto sappiate che c’è un modo semplicissimo e quasi gratis, andate in Piazza del Popolo, vedete le chiese aperte (meritano tantissimo e non sono tutte aperte nello stesso momento) quindi andate in via del corso e fate zig zag entrando nelle chiese che incontrate ora da un lato della strada, ora dall’altro lato, e, già che ci siete, non mancate le vie laterali. Alla fine di Via del corso vi trovate in piazza Venezia, con il Vittoriano (da visitare) con la tomba del milite ignoto, e siete di fianco al campidoglio, con i musei capitolini, (da vedere anche quelli) oltre ad essere molto vicino al museo delle cere e ai fori imperiali, tuttavia da quel lato dei fori si può solo uscire se volete entrare dovete andare dall’altro lato, quindi fare un lungo giro attorno al sito dei fori, per raggiungere o l’ingresso, oppure il Colosseo, il biglietto del colosseo da diritto all’accesso ai Fori e al Monte Palatino.
Fatto questo avete occupato praticamente una giornata e, in via del corso siete passati accanto alla camera dei deputati, a Palazzo Chigi, che si trova in piazza Colonna, con la sua colonna trionfale, e un gruppo di poliziotti in divisa e in borghese che controllano quello che fate. Se avete uno zaino e vi soffermate di fronte al Palazzo chigi e volete prendere la cartina della città che avete nello zaino dovete, innanzitutto, togliervi lo zaino, quindi aprirlo e prendere la cartina, siate veloci perché c’è un agente sempre pronto ad avvicinarvi e farvi strane domande. Al Quirinale, invece i poliziotti si avvicinano a fanno domande del tipo “serve qualcosa?” ma se tirate fuori la cartina di Roma i poliziotti vi identificano per quello che siete, turisti, e non si avvicinano. Tuttavia sono comunque sempre simpatici, se al primo approccio possono sembrare invadenti, invece, se avete bisogno di indicazioni, sono sempre pronti a darvele.
I migliori e più simpatici “dispensatori” di informazioni sono le guardie svizzere. Ora noi siamo abituati a vederle nelle loro divise gialle, blu e rosse con le alabarde. Noterete che vicino alle porte d’accesso dello Stato della Città del Vaticano, indossano una divisa di ispirazione cinquecentesca ma tutta blu. E non usano alabarde, potrete notare delle vere armi da fuoco attuali. Le guardie svizzere con la divisa tradizionale si possono vedere, ma bisogna cercarle, oppure bisogna essere presenti in situazioni particolari.
Per chi se lo chiedesse, e so che i lettori di Dan Brown sono moltissimi, almeno 4 milioni solo in Italia, il Passetto di Borgo citato dall’autore in “angeli e demoni” non inizia dove racconta nel libro e non finisce dove racconta nel libro.
Per accedere al passetto di borgo all’ingresso di Castel sant’Angelo, quindi, all’ingresso non procedere all’interno del castello, ma andate a sinistra, seguendo le indicazioni dei bagni, continuate a procedere finché a sinistra non c’è un’enorme apertura che da su una scalinata lì si deve salire e si entra nel bastione san Marco alla fine della scalinata c’è il passetto di Borgo. Per la cronaca all’apertura con la scalinata trovate un cartello che indica l’ubicazione del passetto. Sempre per la cronaca se siete fortunati il passetto è aperto al pubblico, e, la cronaca è doverosa, non potrete percorlero tutto, ad certo punto il passaggio coperto è interrotto, quindi c’è una scala che sale, e vi porta al passaggio scoperto, ma è interrotto anche quello.
Doveroso ormai dirvi dove finisce il passetto, per saperlo ci dobbiamo rivolgere a dei vaticanisti, quindi ci rivolgiamo al signor Alexander Smoltczyk, che nel suo libro “Vatikanistan” ci da la risposta, il passetto termina in una sala secondaria della Prefettura della Segreteria di Stato, ma tanto comunque l’uscita è stata murata quindi non porta da nessuna parte
Dopo qualche giorno ero talmente abituato a sentirmi parlare in inglese che ormai non ci facevo più caso e comunque capivo quasi tutto, in fondo parlano un inglese molto semplice, come tutti gli italiani. Ma fu al museo palatino che venni incontro all’incredibile, la ragazza che doveva farmi il biglietto, era di roma e con la collega parlava in italiano con un forte accento romano, non capiva che gli chiedevo un biglietto finché glielo chiedevo in italiano, quando gliel’ho chiesto in inglese, con la mia pessima pronuncia italiana, ha capito al volo e mi ha dato il biglietto. Roba da non crederci…
Comunque se siete di Milano e siete sicuramente stati nella galleria Vittorio Emanuale, quando passate vicino a Palazzo Chigi troverete la galleria Alberto Sordi, entrando vi troverete in un centro commerciale in cui troverete praticamente gli stessi negozi che trovate nel centro di Milano, alcuni sembrano fatti con lo stampino, se volete sentirvi a casa…
Comunque l’ultimo dialogo epico lo ebbi con una donna che lavorara all’albergo in cui stavo, il momento in cui mi apprestavo a lasciare l’albergo, con tanto di bagaglio al seguito, e speravo di fare il check out per andere in stazione a prendere il treno, la situazione era questa:
mi trovavo di fronte alla reception, non c’era il ragazzo che avrebbe dovuto essere lì, la signora, che si occupava delle colazioni e di sistemare le camere si avvicinò e mi chiese:
-ha bisogno?-
-sì, devo andare-
-un attimo il ragazzo arriva, si è allontanto un secondo-
-Bene, non ho tutta questa fretta, posso aspettare qualche momento.-
-ma se vuole può lasciare qui il bagaglio e tornare dopo.-
-No, guardi signora, devo fare il check out perché devo andare via-
-Ma se vuole può lasciare il bagaglio qui-
-Ma signora, forse non ha capito, devo andare via-
-Ma lo facevo per lei, così li lascia qui e non va in giro col bagaglio in mano-
-Ma signora, se lo lascio a lei, come faccio a portarmelo a casa?-
Poi arrivò il ragazzo della reception e così feci tutto e andai in stazione a prendere il treno, e questo è stato l’ultimo Dialogo epico delle mie vacanze romane.