Alitalia
September 5th, 2008Prima di addentrarci nel discorso dobbiamo fare una piccola parentesi, effettivamente scrivere le parole più ricercte nel web ha avuto la possbilità di aumentare le visite. Mi scuso con chi cercava SEX e ha trovato Berlusconi o Prodi passando per di qui. Per farmi perdonare posso assicurare che oltre le visite sono aumentati i commenti di spam a contenuto pornografico, sono stati tutti bloccati.
Ora cominciamo.
C’era una volta Alitalia, compagnia aerea italiana, che portava utili, che apparteneva allo Stato Italiano e che veniva gestita dai partiti per posizionare questo o quell’amico, o conoscente, con un lavoro sicuro e renumerativo.
La cosa non poteva continuare, e quando i costi aumentano, aumentano, aumento, e gli utili scendono scendono e scendono, la compagnia si trovò sull’orlo della bancarotta. Il governo ne prese atto, e decise di venderla. Pose delle condizioni che solo le maggiori aziende del mondo potevano accettare, quella più incline a farlo era la AirFrance, che avrebbe comprato tutta l’azienda, avrebbe licenziato 2150 dipendenti e avrebbe pagato i debiti e si impegnanava a investire in Italia più di un miliardo di euro. Ma i sindacati si lamenrarono, 2150 dipendenti erano troppi, e il governo crollò. La campagna elettorale era semplice, votate per Berlusca che non licenzia nessuno, votate il Berlusca, perché Alitalia rimanga italiana e non diventi straniera, e poi c’è quella cordata di imprenditori italiani, e chi comprende di più i problemi degli italiani se non altri italiani che non vogliono licenziare nessuno.
Venne settembre, il CDA dell’Alitalia si riunisce, guardnao i bilanci e fanno una cosa che avrebbero dovuto fare un sacco di tempo fa, senza prestiti ponte, senza aspettare cordate italiane (tra l’altro inesistenti) senza dar retta ai sindacati ecc. Succede questo Il CDA dichiara l’insolvenza. L’alitalia vola, l’alitalia fattura, ma si mangia 100.000.000 (cento milioni di euro) al mese di perdite che non si sa bene dove vadano, l’unica cosa è che non finiscono in investimenti o nel migliorare i servizi. Semplicemente spariscono. Un po’ imbrazzati i membri del CDA hanno fatto l’inevitabile, accettare il fatto che i debiti sono troppi, le perdite troppe e che un’azienda non favorita dallo stato sarebbe già stata liquidata, insomma riconoscono che se perdi così tanti soldi al mese, non puoi pagare un miliardo e duecento milioni di euro di debito, e non no, non si può.
Così arriva il commissario e guarda l’azienda e se ne rende conto anche lui, l’aziende o viene ceduta o fallisce.
Lasciare a terra l’Alitalia?
Non sia mai.
Ora la nostra azienda Alitalia aveva un concorrente, AirOne, specializzata in voli low cost, con un utile di 28.000.000 di euro all’anno e coperta di debiti (spalmati fino al 2017) vuole comprare Alitalia, ma lui due miliardi di euro da spendere non ce li ha, così aspetta che ALitalia dichiari l’insolvenza e…
la storia delle due società si intreccia.
Insieme ad azionisti del calibro di Tronchetti Provera (colui che comprò la Telecom, un’azienda con 50 miliardi di euro di utili e 10 miliardi di euro di debiti con obbligazionisti, prima che lui la comprasse e con 50 miliardi di euro di utili, 40 miliardi di euro di debiti con obbligazionisti e 10 miliardi di euro di euro di debito con le banche quando l’ha venduta) il proprietario di AirOne si conprerà Alitalia, o meglio:
Alitalia e AirOne si fonderanno, ma solo dopo che Alitalia sarà divisa, una società che finirà agli investitori senza debiti, l’altra società, con i debiti resterà allo stato, debiti che qualcuno, obbligazionisti, creditori, banche ecc, che qualcuno vorrà vedersi saldare e come fare? Ma è dello stato la parte di Alitalia indebitata e che non da utili e che non vola! Debito Pubblico. Le nostre tasse pagheranno i debiti di alitalia.
I “salvatori” di Alitalia avranno una società che pagheranno un miliardo di euro, sottostimata perché solo di beni immobili l’Alitalia è più del doppio, una società senza debiti. con circa 5000 licenziati, e che dopo qualche anno verrà vednuta al miglior offerente a quelle che sono le compagnie di bandiera straniere che già sono soci minoritari della società (AirFrance, British Airways…).
Poi ci sono i licenziati. AirFrance voleva licenziare 2100 dipendenti, troppi per i sindacati, anche per Berlusconi, che infatti non sa ancora se ne lascerà a casa 4500 o più di 5000, il ministro per il lavoro è fiducioso per i 4500, ma si parla anche di 6000 o 7000. I licenziati non verranno riassunti dalla Pubblica Amministrazione, perché il ministro fa sapere che “la pubblica amministrazione assume solo tramite concorso pubblico”, il che non è vero, perché se chiede alla Regione Lombardia si sentirà dire che “la regione non è più costretta ad assumere tramite concorso pubblico e questo è un bene perché così si assumono quelle persone che si conoscono e che si sanno essere brave persone” (parole di un assessore della regione Lobardia in un’intervista a Tele Lombardia) o che comunque basta andare in una qualsiasi agenzia del lavoro e chiedere loro quante volte sono stati chiamati per trovare lavoratori per regioni o comuni e quanti di questi lavoratori hanno fatto concorsi pubblici. insomma La Pubblica Amministrazione assume tramite concorsi solo se fa comodo, quelli di Alitalia non fanno comodo a nessuno.
Ma il ministro fa sapere che “verranno riassunti da privati” perchè “le aziende che assumono dipendenti Alitalia riceveranno forti sgravi fiscali” così se faccio un colloquio di lavoro e con me c’è un dipendente Alitalia, so già perché non assumeranno me.
Ma ora andiamo sulla parte divertente. C’è una serie di ragioni che renderebbe illegale l’unione di AirOne e Alitalia, prima tra tutte il fatto che poi sarebbe l’unica compagnia ad avere la tratta aerea tra Milano e Roma, e non si può la legge italiana lo vieta, c’è l’AntiTrust creata appositamente per evitare l’installazione di regimi monopolisti. Ma siamo in Italia, se io apro un’azienda e compro l’azienda del settore non lo posso fare, se invece sono gli amiconi dei politici sì, e per farlo, per evitare le grottesche situazioni creatasi con i Benetton, con la Società Autostrade e Autogrill e altre storie simili, si sono sospere le leggi AntiTrust. VOlete iniziare un impero Monopolista, avviate le vostre imprese in questi giorni in cui è ancora incerto il destino di Alitalia, perché poi le leggi ANtitrust verranno rimesse e sono dure le leggi antirust italiane.
Poi si chiedono perché le aziende estere non investono più in Italia (per forza, quelle italiane danneggiano tutto il mercato, quelle estere non vogliono nemmeno immaginare di investire soldi in Italia).
Per adesso è tutto, a presto, CAIUZ!


